Racconti inediti

sabato, 19 aprile 2008

Uno specchio uccise la mia anima - prima parte

Mi trovavo di fronte ad un bivio.
Uscii nella strada e trovai il mio incubo peggiore.
Davanti a me migliaia di persone perse e disperate.
Il mondo all'improvviso si era chiuso su se stesso.
Attraversai la strada ad occhi chiusi sperando di non venire travolto da qualche pazzo in auto.
Inciampai a metà della strada su dei corpi di ubriaconi e drogati buttati - forse morti? - sulla strada.
Dovetti passare su di loro cercando di non guardarli in viso per non sprofondare ancora di più nell'abisso.
Cominciai a correre, scansando zombie che vagavano senza meta e matti che si azzuffavano per la strada.
Arrivai alla sede centrale di polizia... non so perché ma pensavo che lì qualcuno potesse ancora aver mantenuto la ragione. Pensavo che se c'era qualcuno che potesse essere capace di mantere il senno in quel momento doveva essere in quel  posto.

Continua.
postato da JohnAaron alle ore 17:14 | link | commenti
categorie: uno specchio uccise la mia anima
sabato, 19 aprile 2008

Aforismi

19 aprile 2008

Non pensare a quello che non hai o che potresti avere, ma a come puoi usare al meglio quello che hai per il prossimo e non per te.

Ricorda che si nasce come parti di un sistema e non come isole.

Il proprio senso lo si incontra quando ci si mette in contatto con l'altro, non prima.
postato da JohnAaron alle ore 05:59 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 29 agosto 2007

IL mercante dei ricordi - 5 - La cimice

Tutto quello che John (soprannome di Giovanni Gargiulo), aveva vissuto in quei giorni era stato ripreso da una cimice. Queste piccole telecamere volanti erano diventate un vero flagello per la privacy. Era buona prassi difendersi da tali cimici con dei rivelatori di cimici, ma John non ci aveva mai pensato. Non pensava di essere così interessante da essere spiato.
La cimice inviava i suoi segnali ad un appartamento in cui tutti i dati venivano memorizzati in un computer. Davanti allo schermo di quel pc stava seduta, di spalle, una donna dai capelli lunghi.
postato da JohnAaron alle ore 20:00 | link | commenti (2)
categorie: il mercante dei ricordi, quinta puntata
mercoledì, 29 agosto 2007

Il mercante dei ricordi - 4 - Sam

Stava preparandosi una tazza di latte con i biscotti. Insieme stava salendo anche il caffé. Era particolarmente stanco quella mattina, come se non avesse dormito a sufficienza.

La cucina era un disastro. L'aveva trascurata troppo. Detestava quando accadeva.

I ricordi gli facevano ancora male. Letteralmente. Ora c'era anche un'altra figura che l'ossessionava. Si chiamava Sam, Samantha. Doveva essere una ragazza importante per lui.

Aveva capelli lunghi e castano scuro, leggermente mossi alle punte. Era alta, simpatica, sempre pronta a fare nuove amicizie. Era forse troppo superficiale ed egoista, dietro quella facciata da persona disponibile e socievole, ma doveva essere stata una persona molto importante per lui.
Gli venne un dubbio: era stata una sua ragazza o era dell'altra mente?

Forse aveva fatto davvero un grosso errore nel voler acquistare i ricordi di qualcun altro. Non avrebbe potuto limitarsi ad acquisire un'altra personalità, senza acquisire ricordi specifici? Ormai era troppo tardi per pentirsi di quello che aveva fatto. La sua stessa personalità sarebbe scomparsa di fronte alla metabolizzazione di quei ricordi nuovi. Era quello che aveva voluto, no? Liberarsi per sempre di quella che considerava una personalità da perdente.

Fine quarta puntata
Gianni
postato da JohnAaron alle ore 06:45 | link | commenti (8)
categorie: il mercante dei ricordi, quarta puntata
martedì, 28 agosto 2007

Il mercante dei ricordi - terza puntata - La ragazza dai capelli biondi

"Aveva questi capelli corti e biondi, l'aria simpatica e sexy.
Non avevo mai pensato di poterle piacere. Era la migliore amica di Luisa, una ragazza che mi stava facendo una corte spietata dal momento in cui, per ringraziarla di un 'favore' che mi aveva fatto (ma che in realtà era un pasticcio in cui lei stessa mi aveva cacciato), le avevo dato un sensuale bacio sulla guancia.
Da allora erano successe altre cose. Avevo Mirella che era diventata la mia guida spirituale e infatuazione impossibile. Rita l'avevo vista un paio di volte e mi incantava con la sua aria dolce e seducente allo stesso tempo. Aveva un sacco di problemi, ma avevo un gran desiderio di conquistarla."

John ebbe un sussulto. Sembrò essersi svegliato da un momento di sogno ad occhi aperti, ma i ricordi erano ancora dentro di lui chiari, ma non categorizzati, non introiettati nella propria coscienza. Vivevano ancora liberi come immagini, episodi a se stanti. Gli sembrava di assistere ad una telenovela proiettata nella sua testa. Cominciava a confondere i suoi ricordi con quelli acquistati dal mercante dei ricordi e questo iniziava a spaventarlo. Molto.

Continua

Racconto a cura di JohnAaron e Economia2007
postato da JohnAaron alle ore 17:39 | link | commenti
categorie: il mercante dei ricordi, terza puntata
lunedì, 27 agosto 2007

Il mercante dei ricordi - seconda puntata

La notte ebbe degli incubi tremendi. Vedeva volti che non aveva mai incontrato che lo guardavano con aria spettrale. Una donna dai capelli corti e biondi, molto bella, con un sorriso malizioso lo guardava e ammiccava. Un ragazzo alto lo minacciava dal vetro di un finestrino d'auto. Un serpente strisciava sinuoso nella terra arida di un deserto e gli insidiava il calcagno.
Si svegliò tutto sudato ben contento che quelle immagini fossero appartenute solo ad un incubo.

Continua
postato da JohnAaron alle ore 07:55 | link | commenti (9)
categorie: seconda puntata, il mercante dei ricordi
domenica, 26 agosto 2007

Il mercante dei ricordi

"Mi trovai di punto in bianco in mezzo ad uno spazio composto da sfumature di grigio che sembrava senza fine. Una nebbia impalpabile sembrava agitarsi davanti a me. Finalmente cominciai a intravedere qualcosa. Ecco la faccia del dottore riapparire piano piano in mezzo alle nebbie che si diradavano velocemente."

- Tutto bene, amico mio. Il lavoro è perfettamente riuscito. - disse il dottore.
- E' tutto a posto, posso andare? - disse John.
- Può andare. Ricordi di prendere quelle pillole che le ho prescritto e non esca per un paio di ore. Potrebbe avere delle allucinazioni fastidiose.

John chiuse l'apparecchiatura per la video conferenza e cercò di alzarsi con cautela. Aveva paura di cadere. Era rimasto alcune ore steso con le apparecchiature attaccate alla testa. Anche se oramai gli innesti mnestici erano una operazione collaudata, non bisognava prenderli troppo sotto gamba. Non vedeva l'ora di poter accedere ai nuovi ricordi che gli avevano impiantato nella memoria. Sapeva però che non era così immediata questa possibilità. Il cervello prima di accettare e riconsiderare le nuove relazioni mnestiche impiegava un certo tempo che variava da paziente a paziente. L'uso delle medicine era fondamentale per non incorrere in scompensi anche gravi del proprio sistema neuropsicologico.

Antefatto: alcuni mesi prima...

- Figuratevi che i vostri ricordi saranno a disposizione di quei poveri cristi che non hanno mai avuto la ventura di avere una vita bella e piena di ricordi come i vostri. – disse il dottor commerciante.

 
- Ma io non ce li ho poi così bei ricordi. – disse il paziente.

- Ci lasci giudicare a noi, che prenderemo solo quelli che ci sembrano, come dire, più commerciali.

- Ma si possono fare di tali commerci?

- O che non l’avete letto il recente decreto del nuovo governo del PD? Ormai si può commerciare di tutto e ora che la tecnica ce lo consente, ci è permesso anche di commerciare in ricordi.

 Il commerciante badò bene di non accennare ad eventuali complicazioni dell’operazione: emicrania, perdita temporanea della memoria e tante altre conseguenze che solo il cielo e il tempo potevano dire, ma che un commerciante non si chiede, perché si sa che il tempo è denaro e che egli ha da pensare solo al guadagno suo e al suo compiacimento, che al domani ci sarà chi ci pensa. D’altronde si sa che i guai ci sono sempre stati e non li hanno certo inventati i commercianti.

 Il commerciante mise il paziente, che di nome faceva Paolo e di cognome Polidoro, sulla sedia della sala operatoria. Sì che sarebbe durato solo poche ore il tempo della degenza, dopodiché il paziente Paolo sarebbe stato dimesso e pagato come era convenuto.

  - Ecco fatto. – disse il commerciante dopo circa un’ora di lavoro intorno ai ricordi del malcapitato. - Le devo dire che per buona parte della sua vita non ci sono ricordi interessanti ed alcuni sono pure imbarazzanti.

 - Oh, che. E la privacy?

 - Non si preoccupi che della privacy non ce ne importa proprio niente. Ci sono però alcuni sprazzi di vita che possono essere rivenduti, certo a non tanto prezzo, che sono di seconda mano e non certo di un personaggio, però glieli posso valutare.

 - E sia, che tanto di quei ricordi non me ne fo nulla.

 - Non si preoccupi che rimarranno nella sua mente. L’unica cosa è che ora qualcun altro verrà ad avere i suoi stessi ricordi.

 - E che me ne importa? Che li venda e ci si divertano quei poveri cristi che non hanno fatto di meglio nella vita che pensar a non viverla.

 - Molto bene; ecco i suoi denari. Ora le ricordo che il nostro patto è fatto e che non può più chiederli indietro.

  Detto questo Paolo Polidoro prese i soldi e si allontanò. Solo dopo pensò di non aver pensato di chiedere al commerciante quali ricordi egli avesse preso dalla sua memoria, ma, in fondo, cosa gliene poteva importare?


Continua
postato da JohnAaron alle ore 07:04 | link | commenti (2)
categorie: il mercante dei ricordi

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