Mi trovavo di fronte ad un bivio.
Stava preparandosi una tazza di latte con i biscotti. Insieme stava salendo anche il caffé. Era particolarmente stanco quella mattina, come se non avesse dormito a sufficienza.
"Aveva questi capelli corti e biondi, l'aria simpatica e sexy.
La notte ebbe degli incubi tremendi. Vedeva volti che non aveva mai incontrato che lo guardavano con aria spettrale. Una donna dai capelli corti e biondi, molto bella, con un sorriso malizioso lo guardava e ammiccava. Un ragazzo alto lo minacciava dal vetro di un finestrino d'auto. Un serpente strisciava sinuoso nella terra arida di un deserto e gli insidiava il calcagno.
"Mi trovai di punto in bianco in mezzo ad uno spazio composto da sfumature di grigio che sembrava senza fine. Una nebbia impalpabile sembrava agitarsi davanti a me. Finalmente cominciai a intravedere qualcosa. Ecco la faccia del dottore riapparire piano piano in mezzo alle nebbie che si diradavano velocemente."
- Figuratevi che i vostri ricordi saranno a disposizione di quei poveri cristi che non hanno mai avuto la ventura di avere una vita bella e piena di ricordi come i vostri. – disse il dottor commerciante.
- Ma io non ce li ho poi così bei ricordi. – disse il paziente.
- Ma si possono fare di tali commerci?
- O che non l’avete letto il recente decreto del nuovo governo del PD? Ormai si può commerciare di tutto e ora che la tecnica ce lo consente, ci è permesso anche di commerciare in ricordi.
Il commerciante badò bene di non accennare ad eventuali complicazioni dell’operazione: emicrania, perdita temporanea della memoria e tante altre conseguenze che solo il cielo e il tempo potevano dire, ma che un commerciante non si chiede, perché si sa che il tempo è denaro e che egli ha da pensare solo al guadagno suo e al suo compiacimento, che al domani ci sarà chi ci pensa. D’altronde si sa che i guai ci sono sempre stati e non li hanno certo inventati i commercianti.
Il commerciante mise il paziente, che di nome faceva Paolo e di cognome Polidoro, sulla sedia della sala operatoria. Sì che sarebbe durato solo poche ore il tempo della degenza, dopodiché il paziente Paolo sarebbe stato dimesso e pagato come era convenuto.